Bonora Gertrude detta " Tuda"

Codice_A172

Titolo: Bonora Gertrude detta ” Tuda”

Anno: 1875

Note: Prima fornaia. Nata a Pieve di Cento nel 1875 , nel 1896 prese servizio come fornaia, presso i Duosi, allora proprietari
dell’ampia casa con negozio dove attualmente in P.zza G. Marconi hanno sede il Bar Centrale, e gli altri
negozi. Nel 1899 rischiando, per il poco denaro disponibile, aprì un forno tutto suo dove le ultime case del
paese lambiscono l’argine del Reno, allora in Via Bassa ora G. Matteotti. La casa dove il forno della “Tuda”
aveva sede ora è stata demolita. Il forno ebbe subito successo, sia perchè il pane gradatamente sostituiva la
polenta, sia perchè le donne, invece di perdere tempo a cuocerlo nei ridotti forni casalinghi, potevano
dedicare più tempo ai lavori dei campi. Il forno della “Tuda” è ricordato dagli anziani con particolare
nostalgia, asserendo che l’odore del pane giungeva a qualche centinaio di metri di distanza. A volte qualche
cliente non potendo pagare in moneta, portava l’equivalente valore in natura, soprattutto legna, che serviva
da combustibile per il forno. Geltrude ha cotto pane fino al 1946, morì un anno dopo, forse per la malinconia
di non potere più odorare il suo famoso pane.
(La figlia della “Tuda” Adelaide aveva l’incarico di ritirare il pane confezionato ancora da cuocere, con un
triciclo fornito di un cassone nella zona di Roversetto e successivamente lo riportava già cotto distribuendolo
ai clienti proprietari). Dalle ricerche di Enzo Baroni.

Proprietario: GUALANDI LAURA

Località: Sant’Agostino

Genere: Persone

2 Comments

  • C. Candini ha detto:

    BONORA GELTRUDE detta “Tuda”
    Nata a Pieve di Cento nel 1875 , nel 1896 prese servizio come fornaia, presso i Duosi, allora proprietari
    dell’ampia casa con negozio dove attualmente in P.zza G. Marconi hanno sede il Bar Centrale, e gli altri
    negozi. Nel 1899 rischiando, per il poco denaro disponibile, aprì un forno tutto suo dove le ultime case del
    paese lambiscono l’argine del Reno, allora in Via Bassa ora G. Matteotti. La casa dove il forno della “Tuda”
    aveva sede ora è stata demolita. Il forno ebbe subito successo, sia perchè il pane gradatamente sostituiva la
    polenta, sia perchè le donne, invece di perdere tempo a cuocerlo nei ridotti forni casalinghi, potevano
    dedicare più tempo ai lavori dei campi. Il forno della “Tuda” è ricordato dagli anziani con particolare
    nostalgia, asserendo che l’odore del pane giungeva a qualche centinaio di metri di distanza. A volte qualche
    cliente non potendo pagare in moneta, portava l’equivalente valore in natura, soprattutto legna, che serviva
    da conbustibile per il forno. Geltrude ha cotto pane fino al 1946, morì un anno dopo, forse per la malinconia
    di non potere più odorare il suo famoso pane.
    (La figlia della “Tuda” Adelaide aveva l’incarico di ritirare il pane confezionato ancora da cuocere, con un
    triciclo fornito di un cassone nella zona di Roversetto e successivamente lo riportava già cotto distribuendolo
    ai clienti proprietari).
    Fornai inizio novecento
    C0202A
    Dalle ricerche di Enzo Baroni .

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